 Autore: Luisito |  18 gennaio 2011, 8:00 | Ci siamo già occupati, in un precedente articolo, della mitica estate del 1983, una delle più calde del secolo scorso. Vorremmo tornare sull’argomento, ma da un’ottica completamente diversa. Proveremo a riviverla incrociando le esperienze di un collettivo di ragazzi di allora, che vivevano le loro vacanze estive in un classico campetto di periferia, a S. Eraclio di Foligno.
Sono ricordi che fanno parte dell’adolescenza di molti, ma ciò che contraddistingue questa esperienza è la meticolosità con cui uno di questi ragazzi ha registrato, in uno straordinario quaderno di appunti, oggi fortunatamente digitalizzato, tutto ciò che giorno per giorno è accaduto durante l’esistenza del collettivo, fra il 1980 ed il 1985. Non solo risultati, azioni e marcatori di centinaia di partitelle di calcio, ma soprattutto le mille esperienze di vita, le modificazioni dello spazio urbano, ed infine, non da ultime, le vicende del tempo meteorologico.
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 Autore: Luisito |  11 gennaio 2011, 8:39 | Luglio 1983. Alice canta “Il vento caldo dell’estate”. Fra il 20 ed il 30 del mese l’Italia vive quella che è stata probabilmente la più tremenda ondata di calore della sua storia. Negli annali, rimane ancora imbattuto il record di Perdasdefogu, in Sardegna, dove il giorno 23 i termometri toccarono il traguardo dei 47 gradi all’ombra. In Valle Umbra e nella conca ternana le massime sfiorarono ogni giorno il muro dei 40 gradi, ed il 25 Foligno toccò una massima record,con uno spaventoso 40,2 giunto sulle ali di un furioso scirocco. E’ anche l’estate degli incendi: se ne vanno in fumo 212.678 ettari di territorio italiano, ed anche questo è un record assoluto, fortunatamente imbattuto.
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 Autore: Luisito |  5 gennaio 2011, 9:05 | Tutti i folignati conoscono Palazzo Trinci, il magnifico palazzo eretto sulla Piazza Grande dalla famiglia signorile che resse le sorti della nostra città fra il 1305 ed il 1439.
Oggi è sede del Museo della Città, che vi invitiamo a visitare, se non lo avete già fatto. Palazzo Trinci è uno scrigno pieno di meraviglie, molte delle quali sconosciute ai più. Fra queste, due autentici gioielli di storia della meteorologia e della climatologia. Si tratta di due iscrizioni del tutto anonime, graffite sulle pareti del corridoio fra il piano terra ed il Duomo.
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 Autore: Alex |  28 dicembre 2010, 17:27 | In omaggio al proverbio secondo il quale le disgrazie non vengono mai da sole, i grandi terremoti, in Umbria, sono stati spesso accompagnati da forti perturbazioni atmosferiche. Così sembra sia stato, in passato, per il sisma killer del 1703, così per quello del 1831-32. Neanche il più recente, del 1997-98, sfuggì alla regola. Non nel momento della prima fase (settembre 1997), ma nei giorni dell’ultima decade di marzo 1998, quando iniziò ad attivarsi l’ultimo segmento di faglia: quello di Gualdo Tadino – Rigali.
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 Autore: Luisito |  23 dicembre 2010, 22:26 | Costituisce il record quindicennale (dati disponibili dal 1993), per la terza decade di dicembre, la temperatura massima registrata oggi a Foligno. I 19,4°C concordemente rilevati dalle stazioni di Borroni, Foligno Ovest e Foligno Nord superano infatti il record precedente, stabilito appena un anno fa, il 24 dicembre 2009, con 18,7°C.
Soltanto il 20 dicembre 1997 si raggiunsero valori analoghi, con 17,6°C.
Le perturbazioni atlantiche a carattere umido e mite, con associati richiami di aria calda, sono tipiche di questo periodo dell’anno, e precedono spessissimo le irruzioni più fredde, previste in genere per i giorni immediatamente successivi (come anche in questo caso). Ma stavolta, abbiamo decisamente esagerato.
 Autore: Luisito |  23 dicembre 2010, 11:17 | A pochi giorni dal Natale 2010 un belissimo Armarcord ripercorre le giornate tra Natale e Capodanno 1996
Nei giorni a cavallo fra il Natale ed il Capodanno del 1996, l’Italia vive una delle più gravi situazioni di maltempo dell’ultimo secolo. Il Burjan, il vento della steppa, invade la penisola, causando nevicate abbondantissime e mettendo in ginocchio l’intero paese. Fra le regioni più colpite vi è proprio l’Umbria, fra le zone più colpite dell’Umbria proprio la montagna folignate.
Grazie allo straordinario archivio storico delle mappe meteorologiche, messo a disposizione dal sito tedesco www.wetterzentrale.de possiamo ricostruire la dinamica di quell’evento eccezionale, significativo soprattutto per i quantitativi di neve caduta, anche in pianura. Giorno per giorno, grazie alla efficace cronaca meteorologica di www.3bmeteo.com ed ai servizi dei quotidiani locali di allora.
GIORNO 25: L’abbassamento di latitudine dell’anticiclone freddo favorisce lo spostamento verso sud-est della depressione che nei giorni precedenti era ferma sulla Spagna, portando un’accentuazione del maltempo al centro-sud, prima sul Tirreno, poi sull’adriatico. Le temperature, seppur lievemente, cominciano a scendere anche sull’Italia, con la neve che imbianca l’appennino settentrionale fino a 1000m.

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 Autore: Alex |  16 dicembre 2010, 9:20 | Ben pochi se lo ricorderanno, ma fra pochi giorni ricorre l’anniversario di una delle peggiori alluvioni mai registrate negli ultimi decenni in Umbria: quella del 28-29 dicembre 1964.
La prima metà degli anni Sessanta fu per la nostra regione un periodo eccezionalmente piovoso. Quasi tutti gli anni la stazione di Foligno sfondò il muro dei 1000 millimetri di pioggia, giungendo più spesso a quota 1200. Sono le medie pluviometriche del Galles o della Cornovaglia.
Già il mese di ottobre 1964 era stato eccezionalmente piovoso (322 mm.), riducendo così la capacità di assorbimento del terreno. I fenomeni del 27-29 dicembre 1964 furono però così violenti e concentrati nel tempo, da causare un vero disastro.
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 Autore: Luisito |  15 dicembre 2010, 9:13 | Immaginiamo per un momento di vivere in un’altra città, che ha un clima diverso da quello a cui siamo abituati.
Tanto per cominciare, in gennaio gela praticamente ogni notte. Il cielo è generalmente sereno, la tramontana soffia gelida ed implacabile. Anche nei giorni più caldi, le massime non riescono ad andare oltre i 6°, 7°.
Anche in primavera non c’è da stare molto allegri. Frequenti siccità, venti freddi, gelate e nevicate tardive, fino alla fine di aprile, rendono praticamente impossibile coltivare la maggior parte delle specie ortive e frutticole che ci sono familiari. La temperatura media minima del mese di maggio non supera i 7°, forse 8°.
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