Marzo

Notoriamente, alle nostre latitudini, il mese più variabile ed imprevedibile dell’anno. Anche in Valle Umbra è capace di tutto: da radiose giornate anticicloniche con massime vicine ai 25°C fino a clamorose nevicate, passando per forti venti e pericolose gelate.
Tali contrasti sono creati dalle differenze di temperatura fra un Nord Europa ancora in pieno inverno ed il caldo che inizia a salire dalle latitudini subtropicali. Frequente il transito di fronti freddi, per cui può capitare di assistere al curioso spettacolo di temporali nevosi, in cui lampi e tuoni dal sapore estivo convivono con candidi fiocchi.

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Febbraio

“Febbrarittu da lu curtu culu è-ppiù-bbruttu de gnisciunu
ma s’arivène, è-ppià-ddorge de lo mèle”.

Permetteteci una considerazione del tutto personale: per chi scrive queste note, febbraio è effettivamente il mese climaticamente meno piacevole di tutti. Come recita il proverbio.
Gli amanti del caldo umido, delle piogge tiepide, della natura verde e festante non possono che odiare questi ventotto giorni di tramontana, gelate, cieli bassi e grigi, aria secca e sferzante. Oltretutto, in questi ultimi anni, la piovosità  del periodo è anche di molto diminuita, passando dai 70 mm. del periodo 1954-70 a poco più di 48: il cambiamento climatico più rilevante registrato su base mensile in quest’ultimo decennio.

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Gennaio

E’ il gran mese delle calme, degli anticicloni freddi, delle gelate. Ma anche della neve, del vento, talvolta del vero e proprio gelo.

Il turista è avvisato: guai a sottovalutare l’inverno appenninico. In gennaio esso può dare il meglio di sè, e stupire dolorosamente chi non vi è abituato. E’ esperienza comune dei folignati, e degli umbri in generale, vedere l’ospite nordico od il romano in gita domenicale girovagare intirizziti e stupefatti per le piazze medievali delle nostre città sferzate dalla tramontana. I semplici numeri (media massime 9, media minime poco più di 1) non rendono giustizia alla realtà , in quanto la sensazione di freddo può essere acuita dal vento freddo dell’est (il mitico “traversone”), dominante in questo periodo dell’anno, oppure dall’umidità delle nebbie.

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